Archivio di giugno 2014

UN NUOVO GIOCO……….

lunedì 30 giugno 2014

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Si è concluso  positivamente un progetto delll’Unitre di Volpiano di qualche mese fa per la riqualificazione del Parco di Viale Carlo Alberto Dalla Chiesa.

Trattasi di una scacchiera al centro dell’area  verde  di mt 4 x 4  che darà la possibilità ai bambini della vicina scuola primaria che hanno frequentato il corso di scacchi, ma anche a tutti gli altri , poter imparare e giocare insieme questa disciplina che  non solo unisce ma  obbliga al rispetto altrui  e  alla precisione dei movimenti.

GRAZIE  a tutte le persone che si sono date da fare !!!  …………..anche le due maestre e i volontari.

un GRAZIE PARTICOLARE  va a Luca La Russa  dell”Impresa di Costruzioni LA RUSSA di Volpiano che ha creduto nel progetto,  eseguito i lavori con grande generosità,  professionalità e serietà , rendendo così possibile un risultato più che positivo  ricreando un angolo  accogliente per tutti i  bambini e gli adulti che frequentano questa zona del centro.

Grazie  Luca  per la Tua pazienza!!!!

 

 

 

MANIFESTAZIONI DI GIUGNO 2014

martedì 10 giugno 2014

dom. 1 VOLPIANO PORTE APERTE  - tutto il giorno per le vie del centro – visiste guidate, stand attività  e appuntamenti.

lun. 2  Pomeriggio con Unitre – saggio di ballo  con danze e pizza  c/ sala Polivalente

sab. 7   Memorial Sarcinelli – Veterani Volpiano Calcio c/ Campo Bertolotti

sab. 7 Concerto  banda di Lama Mocogno  c/ piazza Amedeo di Savoiaiazzetta

dom. 8  Passeggiata in Vauda a cura del Cai e Nordic Walking

sab. 14  STAFFETTA  1000 x 100  per il Guinnes  dei primati c/ campo atletica di via S.Grato    segue BALLANDO SOTTO LE STELLE

dalle ore  19,30  stand gastronomico a cura della Pro Loco – ore 21  serata danzante , esibizione allievi  scuola di ballo

dom. 15  55° di fondazione   AVIS  sfilata e S.Messa ore 10  c/ la chiesa Parrocchiale , premiazione dei donatori benemeriti e pranzo sociale alla Lenza.

dal 18 al 25  Gara di bocce tra Borghi  e Associazioni  a S.Benigno –  organizzazione Pro Loco

dom. 22   Solennità del Corpus Domini  -  S. Messa ore 10,30  segue processione

dal 19 al 22 giugno  Mostra sulla storia del Torino   a cura del Toro Club –  presso sala Polivalente

da giov. 26  a domenica 29    FESTA PATRONALE  con Luna Park , servizio ristoro, serate danzanti   – ore 10,30  S..Messa  + processione solenne dei S.S  Pietro e Paolo  - organizzazione Coscritti 1996

 

 

 

 

 

 

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Nuova configurazione BLOG

domenica 8 giugno 2014

Per gli amministratori del blog:

Ho trovato piuttosto complicata la nuova configurazione , ho faticato non poco  a pubblicare e con risultati discutibili.

Non si potrebbe semplificare?

P.S : già  non è molto frequentato se poi lo complichiamo …

Daniela Boscarato

 

 

NICE IS VERY NICE – 7 volpine in gita di fine corso a Nizza.

domenica 8 giugno 2014

 

Il treno arrivò ed era quasi in orario. Anche se ben celata, un po’ di emozione l’avevamo tutte: era l’inizio d un nuova breve avventura

La campagna piemontese della “Granda” si apriva in tutta la sua ampiezza. La velocità ovvero lentezza, consentiva di osservare anche i più piccoli particolari: era uno spettacolo. Arrivarono dunque le dolci e verdi colline, i boschi, qualche piccolo borgo inerpicato sui pendii, ed infine dopo 3 ore di panorama , chiacchiere e risate , ecco Savona e finalmente il mare. Non più valli e monti e boschi verdi ma l’azzurro scintillante del mare che riempiva gli occhi di luce e lo spirito di armonia. Ad onor del vero c’era sì un po’ di foschia e le nubi basse frenavano un briciolo l’entusiasmo, ma l’euforia colmava tutto e poi ci stavamo avvicinando al confine. Le località liguri le abbiamo ripassate bene dato che il treno si è fermato a tutte le stazioni. Dopo 2 ore eccoci a XXmiglia (?) il confine! La coincidenza per Nizza partiva di lì a pochi minuti , discesa e successiva risalita nel sottopasso alla velocità della luce ed infine sul treno sentiamo parlare francese: la Francia è vicina, inizia l’avventura.

NIZZA, oltre ad essere un incantevole centro balneare, acque profondamente azzurre e luccicanti abbagliano i turisti, è una città elegante e ricca di storia e cultura. Musei dedicati ad artisti del calibro di Chagall, la cui struttura inserita in un giardino splendido , permette di ammirare tele sul tema del Messaggio Biblico. In un palazzo all’interno di un parco tra gli ulivi, la mostra di Matisse , dove attraverso le sue opere, si ripercorre buona parte della vita dell’artista

 

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Nel 1860 il Contado di Nizza scopriva una nuova patria: la Francia e da questa epoca la città ha visto fiorire il turismo l’orticoltura, ha edificato sulle colline ville per aristocratici e palazzi di lusso (più tardi assisteremo anche qui a edificazioni selvagge ed condomini dozzinali) Ma questa è storia nota

 

La vieille ville, molto pittoresca, è attraversata da vicoli tortuosi che conducono in caratteristiche piazzette barocche. Il centro, cours Saleya dove nel ‘700 soleva passeggiare l’aristocrazia, oggi è sede del mercato dei fiori, dove si possono trovare deliziose ed originali composizioni a prezzi davvero interessanti.

In questa zona sono numerosi i bar, i ristorantini, le brasserie ed anche noi ci siamo concesse una “breve sosta” per gustare la famosa socca ed altre delizie: servizio veloce e ineccepibile! (proprio non ci consideravano)

Percorrendo rue de Médecin , arteria molto animata e sede di negozi di griffe tra le più prestigiose, si arriva a Place Masséna, una delle più importanti piazze di Nizza dove sono presenti opere d’arte moderna, piedistalli sui quali si ergono figure umane che la sera si illuminano di colori vivaci.

Passeggiando lungo la Promenade des Anglais, una delle maggiori attrattive di Nizza , nuove ed inebrianti emozioni ci attendono: la route è fiancheggiata da suggestivi e prestigiosi edifici, soprattutto alberghi, in stile” Belle Epoque” che furono costruiti su richiesta di aristocratici britannici al seguito della regina Vittoria che vi soggiornò nel 1896..

E giunse l’ora del ritorno. Il percorso prevedeva il rientro con la linea XXmiglia-Cuneo volutamente scelta come diversivo. Una tratta modernissima che sviluppa il suo percorso su panorami mozzafiato/cardiopalmo per la precarietà dei viadotti e tunnel infiniti. Dicono che questa linea verrà soppressa: peccato è così comoda, in 6 ore si arriva da XXmiglia a Torino.

Però a ben pensarci il treno non era molto affollato, nel nostro scompartimento due persone, anche un po’ bizzarre e poi…noi.

 

Daniela Boscarato

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Filigrane del Giro d’Italia (seconda tappa)

domenica 1 giugno 2014

Al passaggio della bufera l’empio cessa di essere,

ma il giusto resterà saldo per sempre. (Proverbi 10:31)

Saltiamo in sella sulla nostra bici alata e cominciamo a pedalare da Fossano, dove nel 1904 è nato …

 

Lorenzo: dignità nella disperazione

“Lorenzo era un uomo; la sua umanità era pura e incontaminata, egli era al di fuori di questo mondo di negazione. Grazie a Lorenzo mi è accaduto di non dimenticare di essere io stesso un uomo”

(Primo Levi, Se questo è un uomo).

Lorenzo Perrone è un abile muratore; alla ditta, presso cui lavora, vengono richiesti operai esperti da impiegare a Monowitz: questo campo di lavoro fu uno dei tre principali che formavano il complesso concentrazionario situato in prossimità di Auschwitz, in Polonia.

Tra “gli ospiti del Lager”, così come li definisce egli stesso in “Se questo è un uomo”, c’è Primo Levi: catturato il 13 dicembre 1943, arrivò ad Auschwitz nel febbraio 1944 e rimase qui internato ad Auschwitz III-Monowitz fino al gennaio 1945.

Né si può dire che Levi fosse particolarmente beneviso o godesse della solidarietà degli altri internati ebrei, come si potrebbe immaginare nella drammaticità in cui versava quella disperata comunità; il fatto di queste disattenzioni risiede nella sua non conoscenza dell’yddish.

Nell’immaginario collettivo quella dei campi di concentramento è da tutti considerata come un’esperienza limite dell’umanità, ma non dimentichiamo che non è stata solo ed unicamente nazista: circa 20 milioni di russi furono eliminati nei lager sovietici negli anni Venti e durante quelli del terrore stalinista. Questa sarebbe una stima molto prudenziale perchè non esiste certezza sul numero del genocidio sovietico: infatti Solgenitsin e altri dissidenti parlano in genere di 60 milioni di vittime!

E non trascuriamo neppure altri genocidi, ancora più recenti, per i quali ci sarebbe da scrivere lunghe pagine di orrori compiuti in nome di un’ideologia.

Torniamo a Levi e a Perrone: in qualche modo si conoscono (fonti diverse citano che uno dei due abbia sentito parlare in dialetto piemontese l’altro oppure viceversa).

In un clima di terrore, di freddo, di fame, di malattia e di immanente fine esiste solo “mors tua, vita mea”. Ma non sempre è così: ed ecco il perchè della granitica citazione iniziale.

Lorenzo Perrone viene a conoscenza della terribile condizione dei deportati. Nei momenti più bui dell’umanità, alcuni Uomini, quelli che meritano essere scritti con la U maiuscola, riescono ad esprimere i sentimenti più alti e più nobili.

A costo della propria vita, da quel momento e fino al dicembre 1944, procurerà, per sfamare Levi, un po’ di cibo in più, rinunciando a parte del suo, oppure, sembra, anche rubandolo dalla cucina; gli farà avere una maglia per proteggersi un po’ meno peggio dal rigori del freddo e manterrà, in modo rocambolesco, la corrispondenza con la sua famiglia.

In cambio di tutto questo non chiede nulla.

Per mettere in evidenza la bontà dell’animo e l’umanità di quest’uomo occorre raccontare l’ultimo incontro tra i due, che avviene mentre il fronte si avvicina  sotto pesantissimi bombardamenti: Lorenzo, in quel frangente e nonostante tutto, si scusa con Levi perché nella minestra, che gli sta porgendo, è finito del fango a seguito dell’esplosione di una bomba, senza fargli pesare il fatto che, nel portagli il piatto, è rimasto ferito a un timpano.

Perrone, si dice, sia tornato in Italia a piedi; giunto a Torino, va a far visita ai familiari di Levi: all’offerta di accettare almeno il pagamento del biglietto del treno, per abbreviare il suo ritorno a casa, rifiuta: “Sono arrivato fin qui a piedi, posso andare a casa ancora a piedi” si racconta abbia risposto.

Levi, attraverso Perrone, trova la forza per resistere alla disperazione e scriverà “Per quanto di senso può avere il voler precisare le cause per cui proprio la mia vita, fra migliaia di altre equivalenti, ha potuto reggere alla prova, io credo che proprio a Lorenzo debbo di essere vivo oggi; e non tanto per il suo aiuto materiale, quanto per avermi costantemente rammentato, con la sua presenza, con il suo modo così piano e facile di essere buono, che ancora esisteva un mondo giusto al di fuori del nostro, qualcosa e qualcuno di ancora puro e intero, di non corrotto e non selvaggio, estraneo all’odio e alla paura”

Levi, finito l’orrore della guerra, prenderà contatto con Perrone e lo incontrerà a Fossano. Perrone si ammalerà e Levi provvederà al suo ricovero per curare la tubercolosi che gli sarà fatale. In suo onore darà alla figlia il nome Lisa Lorenza e al figlio Renzo.

Il 7 giugno 1998, Yad Vashem riconosce Perrone come Giusto fra le Nazioni. Il suo è il dossier 3712.

Il prossimo traguardo sarà a … qui in zona canavesana

L. Garombo