Archivio di dicembre 2012

Un Natale carico di speranza

sabato 29 dicembre 2012

Ho trovato per caso questo racconto su un Natale del 1943 scritto da Miriam Mafai e pubblicato su “La Repubblica” che ci riporta a un tempo di guerra che molti avranno vissuto, mentre per altri vive solo attraverso i racconti dei propri cari. Un Natale da ricordare nel nostro mondo di pace,  di tempi difficili e di sacrifici; rammentiamo coloro che ci hanno preceduto che hanno lottato e combattuto per consegnarci un Italia libera, unita, e responsabile.

(1) Miriam Mafai, diciassette anni nel 1943, su “La Repubblica” del 23 dicembre 2007. E’ nata a Firenze nel 1926 ed è morta a Roma nel 2012. E’ stata giornalista, scrittrice e politica italiana; tra i fondatori della “Repubblica” e per trent’anni compagna di Giancarlo Pajetta, lo storico esponente del Pci.

Un altro Natale triste. A Roma il Comando tedesco ha spostato il coprifuoco di due ore, dalle 19 alle 21. Non c’è stata la messa di mezzanotte. C’è freddo, c’è fame, c’è paura. E il messaggio natalizio di papa Pio XII non rincuora gli animi. Ci si chiede: come andrà a finire?

E’ Natale. Di Natali di guerra ce ne sono stati già tre, ma questo è più triste degli altri, alla fine di un anno pieno di speranze e poi di delusioni, di felicità e poi di sconforto. Non c’è più certezza di niente. La guerra invece di terminare continua. E come andrà a finire? Molti si domandano da che parte stare: dalla parte degli inglesi e degli americani o dalla parte dei tedeschi e dei fascisti? I più hanno scelto di stare dalla parte della democrazia; ma molti hanno scelto, per ora, di stare dalla parte di prima. Non si sa mai. E poi si è più sicuri, con i fascisti che sono tornati e fanno i gradassi, peggio di come hanno fatto per vent’anni. C’è il coprifuoco; non c’è stata la messa di mezzanotte. A messa i fedeli sono andati stamani e il sacerdote ha parlato del messaggio natalizio del papa. E’ un messaggio lunghissimo, una pagina e mezzo dell’”Osservatore Romano’. C’è un sunto sui giornali, ma, a differenza dello scorso anno, il sunto non è brevissimo ed è in prima pagina, non in una pagina interna. Il titolo del “Corriere della sera” è “Non c‘è pace senza giustizia”, il titolo della “Stampa” “Invocazione del papa per la
giustizia dei popoli”. Tutti e due i giornali hanno usato nel titolo la parola “giustizia”; del messaggio del papa hanno ripreso un monito che è un presagio a un mondo non più in guerra. “A Villa Borghese” racconta Miriam Mafai (1) pascolavano le pecore e le aiuole di Roma (anche quella di piazza Venezia) erano state trasformate in miserabili ‘orti di guerra’. Al1e sette di sera scattava il coprifuoco. I portoni delle case si chiudevano. Si  chiudevano le finestre dalle quali non doveva trapelare nemmeno una lama di luce. Le strade erano buie e deserte. Dopo le sette di sera potevano circolare soltanto i militari, fascisti o tedeschi, e i civili che avessero un permesso speciale, i tipografi, i medici, gli infermieri. “Ma per Natale ci fu una novità. Il comando tedesco ordinò lo spostamento del coprifuoco dalle sette alle nove di sera. Per tre giorni, 24, 25 e 26 dicembre, avremmo potuto godere di due ore di libertà in più. E noi ci godemmo  quelle due ore di libertà in più andando alla ricerca di carrube e mosciarelle (le castagne secche che potevano essere masticate per ore), che avrebbero sostituito
sulla tavola natalizia i dolci di una volta. “La casa che l’amico collezionista ci aveva affidato era grande e bene arredata, conservava il ricordo di lontane feste e ricevimenti ai quali noi non avevamo partecipato. E all’improvviso ci venne in mente di festeggiare il nostro Natale del 1943. Chiamando a raccolta, per quella sera, i nostri amici più cari. Nonostante il freddo, la fame, la paura. Mia madre venne convinta a
sacrificare, per l’occasione, un mastello di marmellata gelosamente conservato da tempo immemorabile. Le patate, nascoste da me in cantina, avevano messo i germogli e passammo un intero pomeriggio a ripulirle.

La cena, decidemmo, doveva essere una vera cena, alla quale tutti avrebbero contribuito portando qualcosa: un mezzo chilo di pasta, una mezza bottiglia d’olio, una scatola di pomodori. Delle arance. Del pane. Del formaggio. E vino, in abbondanza. E cena fu, come avevamo deciso. “Non ricordo se mia madre accese anche quell’ anno il candelabro a nove braccia che era stato del padre rabbino a Kowno. Ma ricordo la nostra allegria, la sicurezza con la quale tutti, un po’ ubriachi; brindammo abbracciandoci all’ultimo Natale di guerra. Non era solo una speranza. Eravamo sicuri che l’anno successivo non ci sarebbero stati più tedeschi a Roma. Era la nostra
scommessa di adolescenti, impegnati da mesi a distribuire giornaletti clandestini e a scrivere di nascosto sui muri «abbasso i tedeschi». Ed eravamo sicuri di avere ragione, sicuri che alla fine avremmo vinto noi. Eravamo giovani… Il più vecchio tra noi, Maurizio Ferrara, aveva ventidue anni. E aveva appena compiuto i vent’anni Maria Antonietta Macciocchi, responsabile delle donne comuniste dalla nostra zona, che mi aveva ordinato «se ti fermano mentre hai l’Unità in borsa, devi mangiarla anni, aveva avuto il compito di cucire, per il giorno della liberazione, una quantità di coccarde
tricolori. La Resistenza era per noi un’ avventura, un gioco, una sfida. Dalla quale eravamo sicuri di uscire vincitori (la bella sicurezza di essere nel giusto che pian piano, negli anni della maturità, avremmo perduto).
“Così un Natale di freddo, di fame, di paura si trasformò (e tale è rimasto nella mia memoria) nel più bel Natale della mia vita, di amicizia; di festa e di speranza. All’alba, appena possibile, uscimmo tutti assieme. Arrivammo fino al Pincio. Faceva un gran freddo e i nostri cappotti erano miserabili. Sotto di noi la piazza era vuota. Eravamo ubriachi e felici. Sicuri di avercela fatta. E, dopotutto, avevamo ragione. Su quella piazza, solo qualche mese dopo, vedemmo arrivare i primi carri armati inglesi e americani”.

Franca.

18-08-1937

Auguri di Buon Natale!

martedì 25 dicembre 2012

Il Magico Natale, quello della gioia, dell’euforia, dell’attesa, dei canti alla Novena, del profumo d’incenso, degli occhi scintillanti dei bambini, con il nasino attaccato alle vetrine per scegliere il giocattolo preferito, il Natale dei cappelletti fatti in casa, del presepe allestito sulla cassapanca, dell’albero scintillante, é tornato ancora una volta. E’ arrivato in punta di piedi, senza rumore, ovattato pur senza neve, con le sue luci soffuse, luminarie poche, negozi aperti anche il Santo Giorno con poche clienti all’interno, alternati a tanti esercizi che non sono soppravvissuti alla crisi globale che ci ha travolti tutti.

E’ desolante vedere chiudere attività storiche, presenti da anni sul territorio, conosciute, stimate, che hanno dovuto arrendersi, non per soppraggiunti limiti di età, ma per una serie di fattori che tutti conosciamo: calo dei consumi, dovuto alla mancanza di circolante, pesanti tasse da pagare, costi elevati di affitti e materie prime, personale ed energia. E non si vede via di uscita!

Leggevo su un trattato di agricoltura, che negli anni 30 era stata indetta la battaglia del grano, di cui mia madre mi racconta l’orgoglio contadino nel partecipare a questa iniziativa, per favorire l’ ammasso del grano e delle derrate alimentari, a prezzi sostenuti dal governo al fine di radicare una politica che sarebbe stata utile in tempi di guerra. Quindi si voleva specificatamente educare la popolazione all’accumulo delle derrate, oltre al rilancio dell’economia. Da qui gli storici affermano che quindi negli anni 30 il governo lavorava per una futura entrata in guerra, senza che lontanamente la popolazione fosse informata del suo programma.

Mi chiedo pertanto, se i nostri governanti possiedono una politica lungimirante, di ampio respiro, seppur sconcertante come quella degli anni 30 per certi versi, ma che tenga conto di sviluppi futuri, di piani industriali, di possibili evoluzioni societarie, che sia vicina alle esigenze dei cittadini e dei loro problemi, che crei le premesse per un futuro di lavoro per i nostri giovani. E la risposta é decisa: “NO” !

Se i nostri governanti vivessero i problelmi reali di tutti i giorni, se avessero l’umiltà di confrontarsi con i cittadini, si accorgerebbero delle situazioni drammatiche che si stanno moltiplicando nel nostro Paese.

Vorrei che in questi giorni di festa, di fronte all’immagine del Bambino Gesù, i nostri rappresentanti politici, ma anche ciscuno di noi, ritrovassimo il senso di responsabilità che guida ogni nostra azione.

Non siamo isole, siamo collegati l’un l’altro, pertanto ogni nostra azione ricade sugli altri direttamente o indirettamente e una canzone di qualche anno fa recitava: ” ….gli altri siamo noi!!!”.

E un ultimo desiderio sotto l’albero: riscoprire l’orgoglio di essere italiani, senza divisioni, uniti, persone creative capaci di risollevarsi sempre, portatori di umorismo e genialità, custodi di un Paese meraviglioso dal Nord al Sud, ricco di cultura, storia, tradizioni millenarie, accoglienza, buona cucina. Su questi basi dovremmo puntare per ripartire e CRESCERE.

Un augurio sincero di Buon Natale e Felice 2013 a Voi e alle vostre famiglie.

Franca.

Ps. Cliccare sulla scritta sottostante e aprire finestra, un video dedicato a tutti noi.

Merry Christmas

Lettera a Babbo Natale

venerdì 21 dicembre 2012

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Il ricordo del passato ci procura una grande tenerezza, ci dà il coraggio per il presente e mantiene forte la speranza per il futuro.

E’ con dolcezza che ripercorro il periodo  di Natale di quand’ero piccola, sapevo appena scrivere, e a Natale nella nostra famiglia si usava scrivere la letterina al papà. Piena di buoni propositi, di scuse per le marachelle dell’anno che stava per finire e colma di affetto come solo i bambini sanno donare.  Si metteva, a tavola apparecchiata,  sotto l’ultimo piatto, in modo che a fine pranzo ci fosse la sorpresa.  E ogni anno si rinnovava questa complicità di stupore e reciproca sorpresa.

Credo ancora nella magia del Natale e nella possibilità che i desideri si  possano avverare. e  riprovo a scrivere una lettera a Babbo Natale.

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Caro Babbo Natale,

so che esisti perché sei uno di noi, anzi sei tutti noi.

Vivo in un paese che di piccolo ha ormai solo il ricordo, non sono più una bambina , di Natali ne ho già trascorsi tanti , e vorrei innanzitutto fare una premessa.

L’anno scorso ti avevo pregato di realizzare alcuni desideri:

-       Rinforzare la fede per sentirci tutti più vicini alla chiesa, risparmiandoci dolori e sofferenze: hai sostituito due sacerdoti con uno solo.

-       Curare e dare sollievo  agli ammalati: hai fatto aprire due nuove farmacie.

-       Portare più equità sociale: hai permesso di introdurre nuove tasse con le quali se ne sono andate la tredicesima mia e di mio marito.

-       Ti avevo chiesto di ridurre il traffico e l’inquinamento: hai fatto aggiungere nuove rotonde, belle, grandi e spaziose togliendo all’automobilista l’opportunità per cacciarsi le dita nel naso davanti al semaforo.

-       Volevo più diritti e lavoro per i giovani: ora tutti accampano diritti, tutti vogliono e pretendono, pochi ricordano il dovere di lavorare e mantenere il lavoro.

-       Ti ho supplicato affinché i furbi e gli opportunisti si pentissero e fossero sostituiti da uomini nuovi e onesti.: sarebbe stata la fine del mondo.

Quindi, visti i precedenti, prima di formulare nuove richieste, ho riflettuto a lungo.

- Fa in modo che questa interminabile crisi non debba essere spudoratamente fatta pagare ai soliti noti che le tasse le hanno sempre pagate, mentre chi l’ha provocata ne è rimasto immune

- Sostituisci i termini Spread, IMU, Irpef, Disoccupazione, con termini più umani che rievochino  rispetto, solidarietà ,gioia di vivere.

- Regala il miracolo dell’amore  e dell’amicizia a ogni essere umano, non dimenticare nessuno, la solitudine e l’abbandono sono una pena insopportabile per chiunque.

- Realizza un sogno impossibile: l’Italia come una grande barca  nel mare  dove tutti remano nella stessa direzione.

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Certo è che  anche quest’anno il vero miracolo del Natale si ripeterà come sempre  e sarà la magia della serenità, che solo in quel giorno si diffonde. Ognuno di noi, nel proprio inconscio, percepisce la realtà di un mistero imperscrutabile e, complice un certo timor panico, a Natale  è più buono;  tutti noi, che non siamo solo materia, diffondiamo un’energia nuova, più leggera, libera dai veleni che solitamente ci attanagliano.

La parte che in ogni vita rimane oscura: il mistero della nascita, il mistero della morte. Il mistero del male che devasta il tempo compreso tra questi due eventi. Nessuno sa perché nasce, nessuno sa quando muore, nessuno sa perché il male, come un inarrestabile inchiostro, invade con la sua oscurità ogni angolo della creazione. (S. Tamaro).

Buon Natale

Daniela Boscarato

Auguri di Natale

giovedì 20 dicembre 2012

 

Anche quest’anno la nostra carissima
EMILIA TESTU’ ci porge i suoi Auguri con una poesia.

 

1

 

LETTERA  A GESU’ BAMBINO
Quasi un racconto per questo Natale 2012 

Caro  Gesù’ Bambino
anche quest’anno ritorna
la festa della Tua natività

Del Natale, se ne parla
in ogni occasione
dal cibo dolce, fino
alla canzone, ma
pare dimenticata la vera ragione,
che Natale, è
il giorno che sei nato
in quella lontana regione .

Per vivere, in una famiglia
come su questa terra,
ma subito emarginato
e perseguitato.

Quanto lontano è quel
tempo Gesù, come se Tu
non contassi più.

Solo le feste, se dolci e dorate
devono essere ricordate!
Ma senza parlare di Te Gesù!

Non contano più le poesie
che i bimbi hanno appreso,
che parlano di cose semplici
per questa notte d’attesa?

Caro Gesù, in questo Natale
tra le poche cose che
avevi attorno, nessuno vide
il grande amore
che eri circondato,
dalla Tua famiglia
alla quale, dal Padre
fosti affidato.

E nonostante tutte queste
difficoltà, grazie  del Tuo nascere
nella serena povertà
affinchè ogni famiglia
Ti accolga, con
gioiosa semplicità

Che la magica stella ,
che guidò pastori e magi
illumini ciascuno di noi,
a sentire, il canto degli Angeli
in quel” Gloria a Dio
nell’alto dei cieli e pace
in terra all’umanità” ,
che sia questa,
ricca di “Buona Volontà”.

Ancora grazie Gesù
affinchè questo Natale
sia, il più bell’Augurio
per questa Tua grande
famiglia Universale

EMILIA  TESTU’

 2

 

Con l’augurio che il Natale,
 possa riscaldare il cuore di tutti gli uomini grandi e piccini.

Buone Feste

Piera Camoletto

3 

ASPETTANDO IL NATALE

mercoledì 19 dicembre 2012

Vi ricordo  che SABATO 22 DICEMBRE  dalle ore  20,30 nelle vie del centro storico   si  terrà la terza edizione  del PRESEPE VIVENTE.

L’Unitre sarà presente.

E’ un modo  per  scambiarci auguri e saluti   in attesa  del  S. Natale.  Partecipate in tanti … anzi tantissimi…….

Chiusura  dell’Unitre da  DOMENICA  23 DICEMBRE A DOMENICA 6 GENNAIO 2013.

AUGURI PER UN SERENO NATALE E UN NUOVO ANNO PIENO DI PACE,  SALUTE E FELICITA’  A TUTTI!!!!!

gli artisti della seconda A (Ghirotti)

martedì 11 dicembre 2012

gli alunni della seconda A hanno fatto un laboratorio di lavori con argilla, hanno fatto gufi e gnomi, eccovi qualche gufo.

a me piacciono tantissimo!

bambini me ne fate uno anche a me?

gufi 2 A

gufo 2 A

MERCATI SETTIMANALI di Volpiano

mercoledì 5 dicembre 2012

Il Comune  conferma  le date dei mercati :

 SABATO  8 DICEMBRE -   CONFERMATO

martedì  25        è     ANTICIPATO   A  LUNEDI’ 24 DICEMBRE

martedì 1 gennaio è ANTICIPATO  A LUNEDI’ 31  DICEMBRE

Trieste Ultima puntata

martedì 4 dicembre 2012

Rovine del vecchio Castello di DuinoIl giorno seguente abbiamo visitato i castelli di Duino, il castello vecchio e quello nuovo. Le rovine della rocca vecchia risalgono al 1139 e si trovano su una roccia a picco sul mare posta di fronte al castello recente. Questa roccia è conosciuta come lo Scoglio della Dama Bianca ed è parte integrante di un magnifico panorama sul litorale Adriatico. Una leggenda vuole che la castellana Esterina da Portole fu scaraventata in mare dal marito, in un impeto d’ira e di gelosia, da una delle rocce che si trovano sotto il castello. La pietà divina, come segno perpetuo contro la violenza, la tramutò in un bianchissimo scoglio.

Vista dal mare Manifesto all'interno del CastelloDa qualche anno i Principi della Torre e Tasso, proprietari del Castello, hanno deciso di aprire al pubblico per le visite il parco e gran parte della loro splendida dimora, ricca di importanti capolavori d’arte e cimeli storici. Il maniero, che sorge sulle rovine di un avamposto romano, è stato costruito nel 1300. Raimondo della Torre e Tasso, nato nel 1907, sposò Sua Altezza Reale Eugenia, principessa di Grecia e Danimarca, figlia della principessa Marie Bonaparte, discendente diretta di Luciano Bonaparte, fratello di Napoleone I°: questa genealogia è messa bene in risalto in una delle tante sale.

Durante e dopo la seconda guerra mondiale il castello fu a lungo occupato: prima dai tedeschi, poi dai partigiani di Tito, successivamente arrivarono i neozelandesi del generale Freyberg e per ultimo il comando alleato del territorio libero di Trieste che vi rimase sino al 1954.

De origine Turrianae gentisNello stesso anno il principe Raimondo fece ritorno al suo maniero e fu il primo ad issare la bandiera dell’Europa Unita, un gesto per sottolineare il suo ideale europeistico, dimostrando di essere un precursore nel sostenere quanto sarebbe stata importante una pacifica convivenza fra i popoli. Oltre a possedere una vasta cultura, non dobbiamo dimenticare che fu un grande mecenate, elargì grosse somme di denaro e mise a disposizione i suoi terreni per il “Centro internazionale di Fisica Teorica” di Trieste, un fiore all’occhiello per la città. Appoggiò inoltre la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e con Lord Mountbatten (primo presidente), fondò il Collegio del mondo unito dell’Adriatico: un liceo esclusivo che ospita 200 studenti provenienti da 70 paesi, e che si aggiunge così agli altri 9 istituti, simili, sparsi nel mondo. Questo fiore all’occhiello di Trieste fu visitato dal principe Carlo d’Inghilterra, dalla regina Noor di Giordania e dal presidente della Repubblica del Sud Africa Nelson Mandela.

Durante la visita scopriamo che hanno soggiornato al castello Elisabetta d’Austria detta Sissi, Johann Strauss, Franz Listz, Paul Valery, Gabriele d’Annunzio ed il poeta Rainer Maria Rilke che qui compose le prime due delle famose Elegie Duinesi.

Scala PalladianaTutte le sale visitabili, più di 18, sono perfettamente arredate e raccontano la lunga storia della famiglia della Torre e Tasso alias Thurn und Taxis, la famosa dinastia dei grandi maestri di posta. A testimonianza sono esposti numerosi documenti storici, lettere originali, foto di famiglia, preziose stampe d’epoca e cartoline con il sigillo in ceralacca del blasone Thurn und Taxis che sostituiva i francobolli. Di particolare rilievo il forte-piano suonato  da Liszt e la scala del Palladio, un vero e proprio capolavoro di architettura, un’opera di eccellenza e con uno splendido impatto visivo. Solo ora ci rendiamo conto di aver camminato, per circa un’ora e mezza, sugli stessi pavimenti calpestati da nobili, letterati, musicisti e poeti, immersi in un’atmosfera ricca di capolavori d’arte e raffinati cimeli storici. Il panorama a trecentosessanta gradi che si gode dalla torre ci permette di ammirare dall’alto, ancora una volta, i bastioni a picco sul mare e la ricca varietà della flora mediterranea del magnifico parco sottostante.

La Dama Bianca - Manifesto del castelloI triestini con la loro caratteristica di allegria, di voglia di divertirsi, il loro carattere estroverso, il non voler prendere la vita troppo sul serio sono da sempre soprannominati “i napoletani del nord”. La “gioia di vivere” potrebbe dipendere dal fatto di essere gente di mare, molto più incline ad aprirsi agli altri, o è forse la bora la principale responsabile del loro stile di vita? Questo vento che soffia a 120 chilometri all’ora arriva da nord-est, si incanala nel valico di Postumia e acquista forza e velocità nel dedalo delle vie cittadine. Allora le navi rafforzano gli ormeggi, l’amministrazione comunale predispone le corde nei punti cruciali mentre dai tetti intanto piovono tegole e i cassonetti corrono dappertutto. Ma nessuno si lamenta poiché la loro idea è che la bora fortifichi non solo il fisico ma anche il carattere e porti via le malattie, la loro idea è che sia una ninfa del Carso, in qualche modo protettiva, la loro idea è che sia la voce e il respiro possente della città.

Un’altra ipotesi potrebbe ricondursi alle sofferenze patite da questa città; a San Sabba c’è stato l’unico campo di sterminio in territorio italiano dove finirono tra i quattro e i cinquemila esseri umani. A Basovizza, piccolo paese dell’altopiano del Carso, noto a tutti per le foibe, nel 1945 i soldati di Tito gettarono i corpi di circa duemila prigionieri tra militari e civili, inizialmente destinati ai campi d’internamento sloveni.

Questa insopprimibile desiderio di rimuovere il passato e di superarne l’angoscia con la gaiezza fa dei triestini di oggi gente fortunata: vivono in una città che, Il Sole 24 Ore ha classificato nel 2005 e nel 2009 come la prima in Italia per la qualità della vita.

Chiudiamo aggiungendo qualche ultima curiosità.

La prima è legata alla “Barcolana”, la regata velica più affollata del mondo; l’ultima edizione ha visto la partecipazione di quasi duemila barche e trecentomila spettatori!

Come Torino, anche Trieste ha la propria Film Commission:  la città, da tempo,  è un susseguirsi di set cinematografici e presta al cinema i suoi scorci più belli.

E i Consolati sono ben quaranta!

Marina e Luciano

MANIFESTAZIONI DICEMBRE 2012

lunedì 3 dicembre 2012

Ecco  le numerose manifestazioni  del mese:

sab. 1  Concerto di S. Cecilia  della Filamonica Volpianese  – ore 21 Sala Polivalente

dom. 2  Inaugurazione  “Presepi dal mondo”   ore 10  c/ Pal. Oliveri  a cura dell’Ass. Amici del Passato e Terra di Guglielmo  – rimarrà aperta fino a gennaio 2013 - (vedere orari  dettagliati  sui volantini 9

dom. 2   Pranzo sociale Filarmonica Volpianese  c/  Sala Polivalente  ore 12,30

sab. 8   Manifestazione Judo Azzurro  presso Palazzetto ndello Sport

sab. 8               Inaugurazione Presepe meccanico e  mostra  ” In viaggio tra i Presepi del Canavese e delle Valli di Lanzo  ”  ore 16 Chiesa    Confraternita

sab. 8  Luoghi delle parole  –  Incontro con la scrittrice Margherita Oggero  c/ atrio  scuola di Via Trieste 

dom. 9  mercatino natalizio  organizzato dal Comune, Commercianti e Assoc.   – piazza Vitt. Emanuele

lun.10  Mostra  – Natale di carta -  fino al 21 dicembre con orari biblioteca-informagiovani  – via C.Botta 26 

ven. 14  Spettacolo di natale a cura dell’Asilo Comunale  ” Il giardino dei Piccoli”  sala Polivalente  ore 21

sab. 15  Spettacolo teatrale  dialettale  proposto dall’Unitre di Volpiano  ore 21   c/ Sala Polivalente con ingresso gratuito 

Presenza bancarella raccolta  fondi per TELETHON

dom. 16  Auguri natalizi  dell’ass. ASD Viet Vo Dao  c/ Palazzetto Sport  ore 8,30

dom. 16  Tombola del  Centro Incontri Riboldi – gratuita – c/ Sala Polivalente ore 14

mart. 18  Concerto di Natale dell’Ist. Musicale Lessona  – Sala Polivaletne    ore 20,45

merc. 19  Auguri di Natale dell’ass. sportiva  G.S.D. Volpiano  presso Sala Polivalente  ore 18,30 

giov. 20  L’ora del racconto in Biblioteca ” Aspettando il Natale”       – via C.Botta  ore 17 – 18

ven. 21  Concerto di Natale dell’ass. Mondo D’arte-Big Band Pietro Nasi  Ore 21 Sale Polivalente

sab 22 PRESEPIO VIVENTE  dalle ore 20   nelle vie del centro   – organ. Parrocchia e associazioni

sab. 22  Scambio di Auguri con gli Ospiti    e la partecipazione del coro GOSPEL di Rivalta   presso Anni Azzurri ore 15,30  organizzato da Unitre -  Volpiano

sab. 22   Serata danzante a cura dell’ass. Volpiano in Festa -  ore 21  presso sala Polivalente

dom. 23   Concerto dell’Ist. musicale Lessona  presso Chiesa Confraternita  ore 21

lun. 24 VEGLIA DI NATALE  E S. MESSA ore 23,30 – all’uscita panettone, cioccolata e vin brulè per tutti  offerti dalla Pro Loco

lun. 31  Cenone di Capodanno  presso la sala Polivalente  ore 19,30 – organ. Comune,Pro Loco, Centro Riboldi e Filarmonica

lun. 31  Grande Veglione di  Capodanno  presso il Palazzetto dello Sport  ore 19,30 organizz. Volpiano in Festa

sab. 5 Spettacolo teatrale promosso dall’assoc. Aido  presso sala Polivalente ore 21

dom. 6 Tombolata dei Ragazzi  presso sala Polivalente   ore 9 – 20  organizzata dalla Pro Loco

 

NON MI RESTA CHE AUGURARE A TUTTI  UN NATALE DI PACE  E SERENITA’  E UN ANNO  NUOVO  STREPITOSO !!!!

AUGURI ………….AUGURI……………..AUGURI…………..