Archivio di giugno 2011

museo del grande Torino e della leggenda granata

sabato 25 giugno 2011

Come ho già scritto, con i ragazzi di Castries abbiamo visitato questo interessante museo (è a Grugliasco, gestito da volontari e tra le guide c’è anche la nostra concittadina Sandra Becchio).

Eccovi la foto ricordo davanti alla villa che lo ospita

France 18 6 2011

Gemellaggio

sabato 18 giugno 2011

gli amici di Castries sono di nuovo a Volpiano: questa volta sono i giovanissimi del ’98 e 99 che partecipano a un torneo di calcio. Per fortuna è tornato il sole, oggi alle 14 non era così sicuro: giocare a calcio o a pallanuoto?

I ragazzi insieme ad alcuni accompagnatori tra cui Gerard, Laurent e Pierre-marie, già “vecchi” amici, sono arrivati ieri sera in tempo per una grigliata al campo, con le famiglie che gli ospitano e con gli altri ragazzi e tecnici che organizzano il torneo.

Oggi una “veduta” del nuovo stadio della Juve e poi visita al museo del Toro a Grugliasco guidati da Sandra Becchio e altri entusiasti volontari, le foto si sono sprecate!

Purtroppo non abbiamo potuto vedere Torino se non “en passant”, oggi partite dalle 17.30 in poi; per i francesi una partita oggi, una domattina e, se si qualifican, una nel pomeriggio. Chi li ha visti giocherellare ieri sera coi nostri nel campo dice che sono forti!

Stasera pizza per tutti, domani pranzo in famiglia e poi…arrivederci alla prossima!

FIOCCO AZZURRO

venerdì 17 giugno 2011

IERI E’ NATO DARIO !!!!

Tanti carissimi auguri e complimenti al piccolino, ai genitori , a nonno Michele e alla “nonna volpacchiotta” Antonietta. da tutta la redazione delle Volpi Argentate.

giugno bagnato…

giovedì 16 giugno 2011

giugno non troppo sfortunato!

per fortuna sabato ha (o è???) piovuto tardi e così la cena delle regioni ( e dei paesi, visto che c’erano anche Romania e Madagascar, ma non doveva esserci anche il Perù?) non è stata rovinata, era tutto buonissimo

e domenica altra giornata di festa, col sole!

Avevo paura che il piccolo proseguimento di Porte Aperte non avesse visitatori, invece non sono certo mancati. Una domenica di “lavoro” in più per noi ma la soddisfazione di vedere tanti visitatori alle nostre mostre.

Il successo dei giochi è stato grande, anche oggi i bambini (e anche i grandi) riescono a giocare e a divertirsi, non tutto è elettronico e digitale!

Il successo più grande l’ha avuto il gioco più semplice: una pompa da bicicletta e una bottiglia di plastica e hanno giocato in tantissimi.

I ballerini, come al solito non si sono fatti pregare, e le ragazze delle medie hanno avuto visitatori da accompagnare

E, se il tempo ci assiste ancora un sacco di cose in questo mese!

(questo articolo lo avevo scritto giorni fa, adesso mi sono accorta che era finito nelle bozze, che imbranata che sono!!! :-))

La leggenda delle libere rape metropolitane

martedì 14 giugno 2011

images

“Ho letto molto, e trovato soltanto incertezza, menzogna e fanatismo.  Delle cose essenziali so poco più di quanto non sapessi quando ero lattante.  Io preferisco piantare, seminare ed essere libero.”  (Voltaire)

Si narra,  che fin dall’antichità, il giardinaggio fosse considerato  un’arte con difficoltà al pari della letteratura: si tratta, in entrambi i casi , di  raggiungere un’intensa espressione di forme e di idee.

Iniziata la bella stagione negli orti e nei giardini è un gran brulicare di pittoresca umanità che, assumendo le posizioni più svariate, a volte inverosimili, traffica  con  terra , terriccio, bulbi, semi e piantine.

E’ un’orda contagiosa di zappa selvaggia e fanatici della cesoia.

Si può trasformare un pezzetto di terra ricavandone frutta, verdura, fiori, colori e profumi: una delizia ristoratrice per lo spirito e un conforto rinfrescante per il cuore ed …il palato.

Certo ora i termini “ortolani” o “giardinieri” sono decisamente superati.  La definizione da usare per stare al passo con i tempi è: hobby farmer.

Si tratta  di quel  salottiero ceto sociale radical-chic che disquisisce sul rapanello rosso, la lattuga verde ed il peperone a pois,  producendo  elaborate argomentazioni  di elevato tenore intellettuale.

Ci sono gli attivi, ovvero i promotori del fanatismo verde, che si sporcano le mani e fieri esibiscono i calli perché “fa tanto macho”

Ci sono i pigri, che adottano l’orto a distanza, scelgono le verdure, le piantano, e ne seguono la crescita : tutto virtualmente.   E’ risaputo come FarmVille su Face Book abbia trasformato milioni di utenti in contadini virtuali.

Sull’argomento si stanno sviluppando numerose nuove associazioni tipo “libere rape metropolitane “ o  “casto zucchino randagio “ – ed altre ancora con definizioni altrettanto bizzarre.

Ovunque si riscontra un desiderio di verde, che non è solo estetico e decorativo,  ma a volte raggiunge livelli paradossali: a Milano il signor Chen, cinese, fa crescere pomodori e melanzane nella terra delle barriere spartitraffico.

Sempre a Milano si sviluppano orti  urbani  dove crescono pomodori e zucchini su pareti  verticali  (visibili in piazza Beccaria)

Pensionati “ortisti”  dunque ma anche i giovani  dimostrano d’ aver capito che vangare e zappare è un ottimo esercizio fisico,  raccomandato anche da specialisti medici.

E noi “zappe volpianesi” da sempre pionieri e provetti ortolani/giardinieri, antesignani della cultura verde,  possiamo dire di essere al passo con i tempi.  Nel nostro paese infatti, chi volesse intraprendere un “turismo verde/bio_itinerante” potrà ammirare con quale e quanta cura sono tenuti gli orti, quasi  una forma di competizione a chi produce il peperone più lungo o la zucca più grossa.

Troppo spesso, ed erroneamente,  si tende a considerare il lavoro della terra , come una mera alternanza di gesti ripetitivi ed arcaici, mentre si tratta di una scienza in  continua evoluzione ed innovativa seppur  sempre legata a regole precise e rigorose la cui ottemperanza non può che essere educativa.

Anche in questo settore, di fatto, le mode  sono cambiate: ora molti orti vengono  sostituiti da giardini, i più strani ed esotici. Nascono laghetti artificiali che da giugno a settembre si riempiono di plotoni di zanzare in grado di scacciare ogni forma di vita umana.

Il ciliegio o l’umile vite americana vengono sostituiti dall’ulivo secolare che le gelate invernali ridurranno ad una  pianta secca e nodosa.

E’ la moda,  è la democrazia verde;  e ben venga la frase del saggio cinese:  “ Tutti i giardinieri la sanno più lunga degli altri giardinieri”

Daniela Boscarato

MANIFESTAZIONI DI GIUGNO 2011

giovedì 9 giugno 2011

1  merc.   Concerto   Istituto Lessona  -  Sala Polivalente  ore 21

3  ven.  Spettacolo della Scuola Primaria  presso Sala Polivaletne  ore 18

4 sab.  Pedalata ecologica  “Volpiano Porte  Aperte”  P.za Madonna  ore 14,30    ANNULLATA

5 dom.  VOLPIANO PORTE APERTE  :  vedere programma dettagliato nei punti di informazione

                ore 11 Concerto jazz + aperitivo – Ist. Lessona  presso Pal. Oliveri – piano terra ore 11

                ore 12,30 premiazione del Concorso fotografico  c/ Confraternita  a cura di Tavola di Smeraldo,Unitre,Amici del Passato,Città Viva .

7 mart. Inaugurazione Murales  v.le C.A. Dalla Chiesa  ore 12,30  scuola Primaria 5 classi

8 merc.  La storia in biblioteca – Palazzo Oliveri – Terra di Guglielmo  ore 21

11 sab. Festa di fine anno – proiezione film – Consiglio Comunale dei ragazzi  s.Polivalente ore 18-22,30

11 sab.  Festa delle Regioni -  org. Parrocchia  c/ Piazza Amedeo di Savoia  ore 19,30  

12 dom.   VOLPIANO PORTE APERTE   2A PARTE  -  tempo permettendo

14 mart. Serata danzante  – presentazione assoc. G.Chiesa  -Sala Polivalenteore 21

18 sab  Ritrovo  con associazioni P.za Madonna  ore 16,30, alzabandiera e sfilata fino al monumento di p.za Cavour  – assoc. Bersaglieri

18 sab. Concerto FANFARA UMBRA DEI BERSAGLIERI   ore 21  p.za Madonna  o sala Polivalente in caso di maltempo

18-19 sab. e dom.  Dalle stelle alle stalle  – manifestazione  il Pioppeto -via Lombardore

18  sab. Concerto Rock   c/ Campo Sportivo  ore 15 – 24

23 giov  S.Messa al Cottolengo e Processione del Corpus Domini  ore 20,30

26 dom.  S.Messa   con Coscritti e Associazioni + processione dei Santi Patroni  ore 10,45

dal 23 al 26 giugno – Festa Patronale SS. Pietro e Paolo

26 dom.   Viva  l dì in  Vauda   con il  CAI  – Passeggiata in Vauda  – partenza ore 15 da Piazza Cavour -   partecipazione gratuita  – obbligo iscrizione   

29 merc.   SS. PIETRO E PAOLO – ORE 10 S. MESSA SOLENNE 

                      sfilata per le vie del centro con i coscritti   

Non ci resta che sperare nella clemenza del tempo  e Vi auguro  buon divertimento !!!

MarBi

La magia delle OGR: architettura d’autore e capolavoro dell’architettura industriale piemontese.

sabato 4 giugno 2011

La mostra fotografica che ci accoglie lungo la cancellata e il muro delle ex Carceri Nuove è stata curata dal Museo Ferroviario Piemontese.

È un racconto per immagini su cosa e su com’erano le Officine Grandi Riparazioni prima della loro chiusura. Si è preferito allestirla al loro esterno in modo da mantenerla visibile per l’intera durata delle manifestazioni legate al centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia.

Questa è la storia di una fabbrica rimasta invisibile ai più finché attiva, come tanti altri luoghi di lavoro i cui muri celano quanto avviene al loro interno. Ora per le OGR è iniziata una nuova vita: i visitatori hanno l’opportunità di scoprire, oltre alla bellezza degli edifici, anche le storie di vita e di lavoro che qui si sono intrecciate per lunghi anni fra operai orgogliosi del loro “saper fare” e ingegneri che misuravano i loro saperi.

Le OGR sorgono a fine Ottocento sulla tratta di collegamento tra Porta Nuova e Porta Susa, sostituendo quelle già esistenti nelle due stazioni. Occupano un’area di 190.000 metri quadrati e, fino al 1911, furono il più grande stabilimento di Torino con circa duemila addetti. Verranno chiuse nel 1992.

L’aggregazione di persone di diversa provenienza favorì l’integrazione delle molteplici culture inserendo le Ferrovie in quel rivolo, mai del tutto concluso, di costruzione dell’unità nazionale. Il perseguire un unico obiettivo e le caratteristiche delle lavorazioni che, seppur industrializzate, erano lontane dal lavoro alienante della catena di montaggio, hanno fatto il resto.

Forse vale la pena ricordare cos’era l’industrializzazione ai primi del Novecento: Torino ed Ivrea hanno rappresentato, seppur in epoche diverse, la mentalità progressista ed illuminata dei suoi Imprenditori, i Leumann e gli Olivetti. Così dobbiamo farci aiutare dall’immaginazione per apprezzare meglio questa prospettiva di edifici; austere ed eleganti le loro facciate, ai tempi del loro massimo splendore, si mostravano immerse in una vegetazione curata e rigogliosa arricchita da una fontana zampillante in cui nuotavano le trote.

In alcuni reparti il frastuono era assordante, tuttavia il progetto generale dell’impianto industriale tenne conto di questo fatto: il rumore veniva praticamente assorbito dagli spessi muri di mattoni e dalle piante di alto fusto: fuori dalla fabbrica si poteva sentire il canto degli uccellini.

La parte superiore degli edifici ci rimanda invece a quel tipo di architettura propria dell’Inghilterra di fine Ottocento con le sue fabbriche tessili in piena rivoluzione industriale. Le grandi finestre, disposte una accanto all’altra sui due piani, conferiscono alla struttura l’aspetto di quelle che – nel Medio Evo – erano chiamate anch’esse Fabbriche, le Cattedrali Gotiche. Dall’interno, proprio come succede nelle chiese, possiamo assistere a quei giochi di luce creati dai raggi del sole che, attraverso le vetrate, come sottili lame vanno ad illuminare l’immenso contenitore di storia e cultura allestito per celebrare l’Unità d’Italia.

A questo punto vale forse ricordare cos’hanno rappresentato le OGR nel contesto del nostro territorio.

Torino, dopo quattrocento anni, aveva perso il suo status di capitale e la propria identità che, proprio in Torino capitale, si riconosceva. La corte  e i suoi apparati amministrativi e burocratici l’avevano abbandonata, e questo aveva comportato, come risvolto economico e sociale, una gravissima depressione dell’economia locale: se voleva sopravvivere, Torino doveva re-inventarsi, cercando una nuova vocazione. La Municipalità mise in atto un’abilissima politica per attrarre gli investimenti per la nascente industria; furono migliorati i collegamenti ferroviari, si diffuse la scolarizzazione, fu impostata una efficace assistenza sociale.

L’Italia, in poco meno di un quarto di secolo, era passata da una frammentazione di stati, staterelli, ducati a presentarsi alla ribalta europea come uno Stato unitario che si proponeva diventare protagonista economico, oltre che politico. L’unificazione dello stato comportava anche l’unificazione dei territori:  vengono sviluppate le grandi infrastrutture per i collegamenti dal nord al sud. Lo sviluppo di una rete ferroviaria di vaste proporzioni presupponeva tuttavia anche l’assistenza e soprattutto la manutenzione e riparazione del materiale rotabile.

In questo contesto economico nascono le Officine Grandi Riparazioni un centro di avanguardia funzionale al potenziamento degli scambi delle materie prime e i prodotti industriali: l’area individuata è quella della periferia ovest della città, dove sono presenti strutture pensate e realizzate nell’ottica, assolutamente non miope, di uno sviluppo anche successivo

Proprio per le esigenze delle maestranze che operavano nelle Officine, nacque il primo agglomerato abitativo di quello che sarebbe poi diventato il popoloso ed operaio Borgo San Paolo.

La manutenzione del materiale rotabile presupponeva una serie di capacità che abbracciavano un po’ tutte le specializzazioni di allora: erano necessari i falegnami, i battilastra, i meccanici, gli arredatori: erano una manodopera specializzata quella richiesta, ma erano anche operai orgogliosi di fare parte di questo grande complesso industriale.

Essere ammessi a quello che possiamo ora chiamare “periodo di prova” già riconosceva di fatto la specializzazione dell’operaio che doveva, in ogni caso per l’assunzione definitiva, presentare il cosiddetto “capolavoro”, ovvero un manufatto industriale caratterizzato da una lavorazione di alta precisione.

Questa “elite” operaia, super specializzata ed orgogliosissima, ebbe anche un “compito” storico: fu probabilmente proprio per questo contesto, e conseguentemente il differenziarsi dal resto della manodopera non qualificata che all’epoca rappresentava ancora una larga fascia della popolazione operaia, che divenne altissima la politicizzazione e la sindacalizzazione.

Nacque nel Borgo San Paolo, il “borgo rosso” di Torino, la prima diffusa affermazione del socialismo; insieme ai quartieri Lingotto e Mirafiori rappresentava quell’urbanizzazione industriale che caratterizzò Torino dalle sue origini industriali fino a qualche decennio fa e saranno proprio queste agglomerazioni urbane a tracciare la lotta del movimento operaio torinese.

Gli scioperi dell’agosto del 1917, durante la prima esperienza terribile di guerra mondiale, vedranno un’attiva partecipazione degli abitanti di Borgo San Paolo; nel 1920 saranno i realizzatori di un proprio esperimento socialista, l’occupazione e l’autogestione delle fabbriche. Sotto l’influsso di Gramsci, sarebbero arrivate in modo significativo le prime adesioni al partito comunista d’Italia. Anche sotto il fascismo, il “borgo rosso” si distinse in modo particolare dando vita ad un forte antifascismo ed una fortissima adesione al movimento della Resistenza.

Anche gli scioperi degli anni 60 e 70 videro gli abitanti di Borgo San Paolo particolarmente impegnati nelle lotte operaie: la sede di una delle grandi aziende automobilistiche italiane, la Lancia, era proprio qui.

Ritorniamo però alle tre mostre che sono capaci di suscitare tra il pubblico curiosità e forti emozioni.

“Fare gli Italiani”: c’è tutta l’Italia con il suo passato, un percorso nel tempo per comprendere il processo attraverso il quale, fatta l’Italia, occorreva fare anche gli Italiani, superando le diversità, favorendo l’aggregazione e mitigando le divisioni.

E il presente ci conduce verso “Stazione futuro: qui si rifà l’Italia” dove la fantascienza s’immagina diventare presto la realta, dai trasporti elettrici, all’architettura bioecologica, sconfitta di molte malattie.

Infine il futuro nelle mani “Artieri domani”, l’artista-artigiano, che ci riporta alle esposizioni del 1911 e 1961 con laboratori progetti architetture e creazioni, ponendo in primo piano l’eccellenza artigianale italiana.

E non solo a livello nazionale, ma anche una particolare ed unica eccellenza artigiana del territorio volpianese: quella delle biciclette “costruite a regola d’arte” da Gios. E non solo l’artiere Gios è presente, ma anche la SMAT che ha lanciato nello spazio il nome di Volpiano attraverso la collaborazione di Thales Alenia Space, un progetto di “acqua di volo” potabile per l’utilizzo sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS).

Non si può, e non si deve, raccontare la mostra; il nostro scopo è quello di suscitare il desiderio della visita che abbraccia non solo l’industrializzazione del nostro Paese, ma anche i cambiamenti culturali, le difficoltà nelle e delle due guerre mondiali, le lotte operaie: percorsi tematici che affrontano l’Italia delle città, campagne, scuola, chiesa, migrazioni, Prima Guerra Mondiale, Seconda Guerra Mondiale, partecipazione politica, mafie, fabbriche, consumi, trasporti, mezzi di comunicazione di massa.

Marina e Luciano

VOLPIANO sta cambiando…..

venerdì 3 giugno 2011

-Avrete notato  con piacere   come è successo  a me che le numerose aiuole  fiorite e ben curate   sistemate nei vari punti della città danno un senso di bellezza e vivacità  a chi li guarda, perciò un grazie speciale a chi si prende cura di loro.

-Nell’area delle scuole primarie di V.le  C.A. Dalla Chiesa  da qualche giorno  sono stati terminati dei coloratissimi e bellissimi murales  dipinti da insegnanti, alunni e genitori  creando un angolo davvero originale che vale la pena di essere visto.

-Verdissimo e  spazioso anche il parco  di via Trento  (davanti alla Coop e impianti sportivi) dove sono state sistemate tavole e sedili in legno dando la possibilità  di  sostare  o addirittura fare pic nic , infatti  si vedono sempre più persone  che si fermano con piacere in quella zona. 

-Anche nel Cimitero, sono state fatte aiuole (un  po’ meno curate) , sistemato fontanelle in più punti e un bellissimo lavoro di pavimentazione, peccato che dopo tanti mesi non sia stata ancora spazzata la sabbia  di copertura. Sabbia  sicuramente necessaria per  la buona sistemazione delle mattonelle  ma  dopo mesi con neve e piogge tutto si è assestato e adesso  rischia solo di intasare   le fognature  appena sistemate.

Avete notato  angoli o parchi della città  che hanno bisogno di essere curati?  

Domenica  12 giugno in occasione  di “Volpiano Porte Aperte” (tempo permettendo) sarà presente davanti all’entrata principale del Comune un punto informativo a cura dei nonni parco per il progetto ” ADOTTA UN PARCO”  rivolto a tutti quelli che vorranno dedicare qualche ora di volontariato ai parchi di Volpiano. 

MarBi

via dalla chiesa: murales nuovi

giovedì 2 giugno 2011

vi metto un paio di foto che mi hanno appena mandato, i murales fatti da maestre bambini (e credo genitori ma non sono sicura) vicino alla scuola elementare, per colorare e rendere più attraente lo spazio intorno alla scuola

vi piacciono?

un bravo e un grazie anche al fotografo

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volpiano porte aperte

mercoledì 1 giugno 2011

Giugno ci riporta Volpiano Porte Aperte con tantissime iniziative (non preoccupatevi che smette di piovere!!)

si comincia venerdì con passeggiata notturna in Vauda, sabato si inaugura la Mostra in Confraternita e nel pomeriggio c’è la pedalata, domenica di tutto e di più!

Naturalmente io vi consiglio il pranzo tricolore (nel cortile della Filarmonica, in via Botta) ci si può prenotare al Riboldi o alla Filarmonica

Prenotatevi presto che noi dobbiamo fare la spesa!!