Archivio di gennaio 2011

Liguria, tra storia e cultura

lunedì 31 gennaio 2011

 

Itinerari per gite fuori porta di due, tre giorni. Da tempo scegliamo  percorsi alternativi, raggiungendo città e paesi poco visitati tuttavia non per questo meno interessanti.

La conferma che si tratti di luoghi che vale la pena visitare la troviamo quando ci imbattiamo, e succede spesso, nei turisti stranieri che hanno avuto la nostra stessa idea. A dire il vero, il più delle volte, constatiamo che ci hanno preceduti.

Cominciamo con la vicina Liguria: Vi daremo sempre solamente qualche spunto sulla località, nella speranza di suscitare in voi il desiderio di scoprirla personalmente

Zuccarello

Zuccarello - CarrugioA una manciata di chilometri dal mare, lungo la provinciale 582 che collega Albenga con Garessio, ci viene incontro Zuccarello, uno tra i borghi più belli d’Italia.

L’urbanistica del centro storico si propone ancora oggi nella sua originalità: un’unica via cui fanno ala una serie di bei portici con prospettive, per il fotografo o il pittore, davvero suggestive. Lasciamo la via principale e inoltriamoci nei carrugi che da questa si allontanano. Abbiamo come sfondo le case che si allungano sul torrente Neva, oltrepassato da un suggestivo ponte medioevale a schiena d’asino, uno tra i meglio conservati della Riviera ligure.

Il paese di Zuccarello fu fondato il 4 aprile del 1248 dai marchesi di Clavesana e dalla popolazione della val Neva, l’antica Vallis Cohedani; l’atto di fondazione è ancora oggi conservato presso l’archivio storico del Comune. A causa della forte posizione strategica, nella sua storia, fu più volte conteso tra varie fazioni nobiliari.

Il borgo, sempre secondo la tradizione, doveva essere edificato dagli abitanti, che ne avrebbero poi costituito il paese, nell’arco di dodici mesi ovvero dal Natale del 1248 a quello successivo del 1249; in un antico documento storico si è potuto apprendere che un curioso patto sancì che chi non avesse terminato la propria futura residenza entro la data stabilita sarebbe stato bandito definitivamente dal luogo e multato di un’adeguata somma a seconda della fascia di età.

La statua bronzea di Ilaria del Carretto ci attende sulla soglia della porta sud per accompagnarci in visita alla Chiesa di San Bartolomeo, protettore della città, all’Oratorio di Santa Maria Nascente, al Palazzo Marchionale e alle varie porte, più o meno ben conservate, che si aprono dalla cinta muraria.

Castelvecchio di Rocca Barbena

Castelvecchio di Rocca Barbena La piazzettaProseguiamo e raggiungiamo, dopo pochi chilometri, Castelvecchio di Rocca Barbena, paese di tipico aspetto ligure. 

Aggrappato ai piedi della roccia su cui si erge l’imponente castello a difesa del borgo medioevale, è più volte passato di mano nel corso dei secoli. La sua austerità rivela tutta la fierezza con cui si è sempre difeso, anche se con alterne fortune, dai potenti vicini.

Di particolare interesse sono le antiche case in pietra con le finestre incorniciate di bianco e i portali in tufo: restano caratterizzanti del borgo i sottotetti ad arco e le sagome dei forni per la cottura del pane, sporgenti rispetto al profilo delle case che, nelle viuzze interne, si sostengono reciprocamente, le une alle altre, con archi che avevano funzione antisimica.

Passeggiate senza meta e scoprirete come il borgo sia cresciuto intorno alla piazza, un vero gioiellino, dove, nel passato, si svolgeva la vita in comune.

Marina e Luciano

scoprire Volpiano 3 puntata: sotto i tetti

lunedì 31 gennaio 2011

sotto i tetti c’erano stanzette o solo piccoli solai dove si mettevano una volta come “isolanti” legna e louvaton,  i tetti sono stati fatti e rifatti ma in molte case sono rimaste le “finestrelle” che danno, secondo me, un aspetto più piacevole alle casse stesse, con le loro forme diverse

 foto 7

 foto 8

foto 9

punteggio 3 punti alla prima, 1 alla seconda e 2 alla terza

per ora

6 punti a Daniela B

3 ciascuna a Piera e Severina

aspetto notizie sulle varie foto per dare altri punti!

La nostra amica Maria

domenica 30 gennaio 2011

I miei sono entrambi nati e cresciuti a Volpiano. Pur essendosi trasferiti dopo la guerra la nostra meta domenicale era appunto questo ridente paese perche’ qui vivevano i nonni e tutti i nostri parenti.

Ricordo un Natale del 1960, dopo le visite ai nostri cari, siamo passati a fare gli auguri ad una cara amica di mia mamma: Maria  FerreroVarsino , che allora aveva un negozio in via Carlo Botta, all’angolo, a fianco

delle vecchie scuole elementari. Mia mamma e Maria erano cresciute insieme, inseparabili,  avevano vissuto la loro infanzia, la giovinezza, la guerra, la ricerca del lavoro, avevano condiviso sentimenti, emozioni, preoccupazioni, dolori, lutti.

Poi la vita le aveva portato per strade diverse: mia mamma si era trasferita a Torino dopo la guerra con mio papa’, dopo aver perso la prima bambina nata e vissuta poche ore; Maria era stata segnata dalla morte prematura del marito, e  si era trovata da sola ad affrontare la vita con due bambini piccoli e senza l’aiuto di nessuno. Ma la loro amicizia e’ sempre  rimasta intatta e dura tuttora!!!

Ma ritorniamo a Maria: aveva iniziato a lavorare da bambina a Torino, poi a Brandizzo, in posti diversi; rimasta vedova aveva deciso di aprire negozio nel 1952, da sola, e l’ha tenuto fino al 1996 con l’aiuto della figlia Maria Teresa. Vendeva di tutto, aveva una licenza molto ampia: piatti, bicchieri, pentole, detersivi, prodotti per la pulizia, fiori di seta, giocattoli, articoli in plastica, tovaglie, veramente di tutto. Prima di lei c’era un barbiere che gestiva l’attivita’ con suo fratello.

Inizialmente si recava a Torino in treno per i rifornimenti e ritornava carica di borse, poi con grande volonta’ e coraggio prese la patente, acquisto’ un mezzo per potersi rifornire con celerita’ e piu’ comodamente.

Si occupava di tutto: rifornimenti, contabilita’, vendita, vetrine. E in piu’ cresceva i suoi figli con tutto l’amore possibile, anzi raddoppiato, visto che il loro papa’ non c’era piu’.

Stiamo parlando del 1960 quando le donne erano prettamente casalinghe, pochissime lavoravano fuori casa, la maggioranza si occupava della famiglia, altre lavoravano in fabbrica , ma poche erano imprenditrici di se’ stesse, sole, senza una figura maschile alle spalle.

Maria fu imprenditrice, per scelta forse; costretta dagli eventi: era l’unico modo per lavorare e occuparsi della sua famiglia da vicino, abitavano nel locale adiacente al negozio, per cui erano sempre aperti e a disposizione e Maria poteva seguire da vicino i suoi ragazzi. Erano inoltre gli anni della crescita economica e fortunatamente, con tanti sacrifici ,l’attivita’ si sviluppo’ tanto da poter assicurare un po’ di tranquillita’ alla sua famiglia.

Spesso passavamo a salutarla ed era sempre una festa, perche’ Maria e’ sempre stata, a dispetto dei tanti dolori che la vita le ha riservato, una donna allegra, fortissima e generosa.

Ma torniamo a quel Natale del ‘ 60: dovete immaginarVi un negozio pieno di articoli da regalo e giocattoli di ogni sorta. Appena entrate, dopo i saluti, mentre mia mamma e Maria se la contavano, io e mia sorella guardavano con ammirazione e desiderio le splendide attrazioni. Tra tutti fui colpita da una macchina da scrivere, rossa con i tasti neri e il carrello movibile: amore a prima vista ! Mai comunque avrei osato chiedere di acquistare qualcosa in un qualsiasi negozio, e tanto meno da Maria: non era educato! Ma Lei , nonostante le chiacchere, vide il lampo nei miei occhi e subito generosamente mi offri’ quel giocattolo. Io fui colpita dal gesto, che ancora ricordo con affetto, guardai mia mamma per vedere se era d’accordo e poi accettai, ricambiando con un forte abbraccio Maria. Era il suo regalo di Natale per noi.

Avevo 7 anni, misi la macchina da scrivere sotto l’albero e solo il giorno dopo la scartai. Giocai tantissimo con quella macchina da scrivere e so che ancora parecchi  anni fa Cristina, mia figlia, si divertiva con le sue amiche a giocare alla segretaria.

Ricordo con affetto quei momenti,  durante le visite che regolarmente facciamo  con mia mamma alla nostra cara amica. Quarantaquattro anni di attivita’ sono veramente tanti e tante sono sicuramente le persone  che sono passate da quel negozio e hanno incontrato il suo sorriso e condiviso con Lei emozioni e confidenze.

Grazie Maria per la tua forza, il tuo coraggio, la tua allegria!

Franca.

MANIFESTAZIONI DI FEBBRAIO 2011

domenica 30 gennaio 2011

Ben ritrovati!

Ecco le manifestazioni Volpianesi di Febbraio :

merc. 2 febbr.  “La storia in biblioteca” VERSO L’UNITA’ D’ITALIA  : proiezione del documentario “Torino, il Piemonte, l’Italia, l’Europa  1814-1861″     ore 21 presso Palazzo Oliveri 2° piano – ingresso libero – org. assoc. Terra di Guglielmo

sab. 5 febbr.  SAGRA DEL BOLLITO  con Serata Danzante  – ore 21  Sala  Polivalente organizz. ass. Volpiano in festa

giov. 10 febbr. GIORNO DEL RICORDO  – letture a cura degli allievi della Scuola di Teatro – ore 21  Sala Polivalente – ingresso libero

sab. 12 febbr. Dibattito sul tema “Disagio e depressione: come vincerli ”  assoc. Oikos  presso Sala Polivalente  ore 19-22

merc. 23 febbr. Spettacolo teatrale per gli alunni – Sala Polivalente   org. Direzione Didattica

giov. 24 febbr.  Festa di CARNEVALE   dell’Asilo Nido Comunale – sala Polivalente  ore 13 – 21

sab. 26 febbr. FAGIOLATA  e SERATA DANZANTE con investitura del conte Roberto e di Perinzia – presso Sala Polivalente dalle ore 19 -   organizz.  Proloco –   per prenotazioni contattare i nominativi segnati sulle locandine affisse nei luoghi pubblici.

Un cordiali saluto a tutti.

MarBi

I RUMORI DELL’INVERNO A VOLPIANO Motoseghe in azione

sabato 29 gennaio 2011

I RUMORI DELL’INVERNO A VOLPIANO

Motoseghe in azione

Gli alberi sono i custodi tutelari della Foresta, guardiani immobili che presiedono all’incontro del sole e dell’uomo.

Leggende primitive, sulle proprietà degli alberi, ci sono state tramandate dai Celti e dai Popoli del Nord.

A scuola, fin da piccoli, ci hanno insegnato quanto sia indispensabile la funzione clorofilliana delle piante, ovvero la capacità che esse hanno nel trattenere la CO2

(anidride carbonica) sottraendola dall’atmosfera.

Prezioso alleato contro l’effetto serra, è risaputo che l’albero tagliato ed utilizzato nella costruzione, trattiene l’anidride carbonica : non la libera, come invece succede quando viene bruciato.

Passano i trattori con i loro “tamagnun” carichi di legna, di anno in anno con tronchi sempre più piccoli. Passano per le strade di Volpiano: vengono saccheggiate le poche aree verdi rimaste nel paese.  Con egoismo ed indifferenza

vanno e tagliano con la motosega tutto quel che possono.

I grandi e meravigliosi roveri sono ormai spariti da anni, ora tocca alla rubinia e alla verna: tutto viene bruciato nella stufa liberando CO2 nell’atmosfera. Sono ormai pochi i proprietari che entrano nel bosco per pulirlo armati del vecchio quanto famoso “fausset”. Rovi e piante infestanti crescono indisturbati nel sottobosco ed in particolare moltissimi alberi sono stritolati dall’abbraccio mortale dell’edera.

Eppure a Volpiano, un tempo, era grande il rispetto verso gli alberi. Quasi tutte le famiglie contadine in occasione di grandi eventi come nascite e matrimoni, usavano mettere a dimora una pianticella che ricordasse nel tempo la ricorrenza.

Anche nella mia famiglia si è rispettata la tradizione. Nel mio giardino ci sono:

un cedro deodara per il mio matrimonio, un cedro del Libano per la nascita di mia figlia ed infine un caco che risale all’epoca della nascita di mio marito ((60 anni fà

quello si piantava…….)

Nel paese ci sono ancora fortunatamente alcune piante secolari che ci riportano al passato, in particolare le più visibili sono quelle che si trovano ancora nell’ Oratorio

e nel cortile dell’ex ristorante Nando.

Spero che da qualche parte qualcuno non stia già affilando la motosega per eliminarli per sempre.

Gli alberi non sosterranno il mondo, come dicevano le vecchie leggende, ma di sicuro sono i nostri migliori amici ed alleati contro l’inquinamento.

Ricordiamoci che un albero impiega come minimo 20 anni per crescere ma sono sufficienti 5 minuti per abbatterlo.

Daniela Boscarato

quercia

scoprire Volpiano 2 puntata: finestre

lunedì 24 gennaio 2011

eccovi 3 finestre, due si trovano all’interno “delle mura” la terza è appena al di fuori o meglio “sul fossato” ma forse è la più facile

facile, facile, vero?

facile, facile, vero?

questa è la più difficile

questa è la più difficile

foto 6

ad ogni modo 1 punto alla prima, 3 alla seconda e due alla terza (anche se è facile)

dopo la prima puntata

3 punti a Piera e 3 a Severina

aspettiamo altri partecipanti!

due portabici e la cacca dei cani (e già che ci sono i buchi nel muro)

mercoledì 19 gennaio 2011

Sono stata in banca e alla posta e…in nessuno dei due posti (la posta e piazza 25 Aprile)  sono ricomparsi i porta bici, non importa dove esattamente saranno messi ma vorrei proprio rivederli comparire e come me tutti i ciclisti!

Invece mi hanno fatto notare vicino alla scuola elementare uno di quei contenitori per sacchetti per cani (per cacche di cane) che avevo spesso visto e fotografato in giro per il mondo. Un’ottima iniziativa, così i padroni dei cani avranno meno scuse!

Non so se ce ne sono altri in giro, penso di sì, però questo è stato piazzato in un angolo un po’, per non dire molto, nascosto. effettivamente anche io non lo avevo notato, il posto migliore sarebbe all’inizio del viale C. A. Della Chiesa, anche perchè, mi dicono gli esperti è lì che di solito i padroni “lasciano” i cani.

Già che ci sono: nel muro dietro il parco giochi si sono fatti due buchi, uno era stato delimitato da una transenna, sparita, sarebbe certo più sicuro per i bambini rimetterla o meglio far chiudere il buco dal padrone del muro.

Scoprire Volpiano: ritorna il gioco! Portoni e portini

lunedì 17 gennaio 2011

Cominciamo il gioco di cui avevo parlato, scoprire Volpiano.

Per chi non lo ha seguito nel 2010 ripetiamo le regole del gioco:
ogni settimana pubblicherò 2 o 3 foto di “particolari” scattate nelle strade di Volpiano invitandovi a riconoscere il luogo dove sono state scattate.
A seconda della difficoltà si attribuiranno 1, 2 o 3 punti per ogni riconoscimento (ogni volta dichiarerò che punteggio verrà attribuito ad ogni foto). Le foto saranno raggruppate per tema e saranno possibilmente in luoghi non troppo vicini (possibilmente non nella stessa strada). Se un particolare non viene individuato nella prima settimana la settimana successiva vale un punto in più.

Alla fine del gioco saranno distribuiti premi, a chi ha più punti, a chi ha partecipato di più, ecc.

I punti vanno a chi prima risponde ma ci sono anche 2 punti aggiuntivi per chi fornisce informazioni sui luoghi fotografati (luoghi o persone che li abitavano o che li hanno costruiti) questi punti si possono guadagnare anche aggiungendo commenti dopo che i particolari sono stati riconosciuti (i premi non sono stati ancora stabiliti ma sicuramente ci saranno, quelli dell’anno scorso sono quasi tutti ancora da distribuire, ma li ho qui, in un sacchetto e prometto che li distribuirò al più presto :-()

Cominciamo??

Cominciamo anche quest’anno con portini e portoni, una cosa facile

eccovi il primo portoncino

eccovi il primo portoncino

questo è un portone facilissimo!

questo è un portone facilissimo!

ecco un altro portoncino

ecco un altro portoncino

Buona caccia, occhi aperti e attenzione!

P.S. per i punti:
1 punto per la foto 2
2 punti per la 3
3 punti per la 1 (anche se sono tutti facili, ma ci vuole un incoraggiamento!)

filastrocca del piccolo gesto importante

domenica 16 gennaio 2011

eccovi una filastrocca che ho trovato qualche giorno fa, si può considerarla sia letteralmente che metaforicamente, mi piace in tutti e due i modi.

Un piccolo gesto è una pietra preziosa

cela un segreto che è molto potente

qualcosa accade, se tu fai qualcosa

e niente accade, se tu non fai niente.

Basta un secchiello a vuotare il mare?

Basta una scopa a pulir la città?

Forse non basta, ma devi provare

se provi, forse, qualcosa accadrà

E’ un gesto inutile, ma non importa

piccoli gesti hanno forza infinita

se ognuno spazza davanti alla porta

la città intera sarà pulita.

(Bruno Tognolini)

LA CANAVE-SANA La nostra metropolitana

sabato 15 gennaio 2011

Di recente utilizzando la Canavesana per recarmi a Torino, mi sono soffermata sull’importanza che questa ha avuto nella vita di molti Volpianesi, me compresa.

Si diventa pendolari per scelta o perché obbligati già a 14 anni per andare a scuola, poi  per recarsi  al lavoro e così fino alla pensione.

Un mondo di persone, nel prendere la Canavesana , ripete inconsapevolmente gli stessi rituali tutti i giorni: quelli che arrivano trafelati perché in ritardo e arriveranno sempre sul filo di lana; quelli che sul treno sono sempre spaesati e fanno finta di dormire perché non sanno dove posare gli occhi; quelli che dormono davvero e russano sonoramente infischiandosene; quelli allegri sempre; quelli musoni sempre; quelli  senza biglietto che quando arriva il controllore si chiudono nella toilette ma quello li aspetta fuori e li cucca; quelli che si fanno gli affari loro; quelli che si fanno gli affari degli altri.

E così giorno dopo giorno la Canavesana è diventata un’amica fedele, a volte un pò pigra, che ci ha accompagnati dalla giovinezza alla vecchiaia, ci ha visti crescere, ha sentito e condiviso i nostri stati d’animo attraverso le stagioni della vita.  Non ci crederete ma quello che rende più interessante la nostra amica Canavesana è che potrebbe diventare  la “pietra miliare” del cambiamento. Sembra un’esagerazione?  Non proprio!   Ecco quello che mi ha raccontato un volpianese :

Verso la fine degli anni ’80, con altri managers, mi sono recato in Giappone per studiare sul posto quale fosse la strategia usata dai Giapponesi che li stava facendo diventare primi nel mondo sbaragliando la concorrenza mondiale. Per spostarci da una città all’altra e visitare i diversi stabilimenti, utilizzavamo quasi sempre il treno. Ricordo che un giorno guardai istintivamente l’orologio per verificare la partenza del treno e un mio collega mi disse: Non è il treno in ritardo è il tuo orologio che non funziona: – Aveva ragione – funzionava tutto a meraviglia: i rifornimenti erano sequenziali, i magazzini non esistevano: la precisione era la caratteristica principale. “

Oggi utilizzando la  Canavesana  ho avuto una piacevole sorpresa: anch’io a Volpiano quando salgo su quel treno posso sincronizzare l’orologio: i vagoni sono puliti e le persone prevalentemente ordinate e non rumorose. Può essere un buon viatico verso quella che è la competitività globale, non più ritardi, non più perdite di tempo e quindi di denaro. Complimenti a GTT e ai ragazzi educati”

Daniela Boscarato

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