Archivio di giugno 2010

I nostri amici a quattrozampe

lunedì 7 giugno 2010

bologneseQuesta è una foto che ritrae sia il mio Artù che la mia Alice da cucciolotti.

Due teneri batuffoli di un amore infinito che purtroppo non sono più con me.

Alice era più pigra non amava molto camminare, ma Artù veniva sempre con me a fare commissioni in Paese e gli avevo insegnato con le parole “non è permesso” che durante il nostro giro per le vie cittadine non si doveva pisciottare ne altro.

Odio sentire tutte le invettive contro i cani ed il gioire al fatto che i cani non possono andare ne qui ne la.

Allora quando si fa un parco, per piccolo o grande che sia ci dovrebbe sempre essere un area dedicata ai bimbi ed un’area dedicata ai cani.

Inoltre, non prendetevela con i cani ma eventualmente con i padroni dei cani che, scusatemi il bisticcio di parole,  sono veramente dei cani!

Porte aperte (si è chiusa la giornata!)

lunedì 7 giugno 2010

evviva! anche quest’anno un gran successo e un gran lavoro

Grazie a tutti, prima di tutto a quanti sono venuti a trovarci, da Volpiano e da fuori, senza di loro il nostro lavoro sarebbe stato sprecato

poi, naturalmente, grazie a tutti quelli che hanno lavorato: chi ha animato gli stand delle associazioni, chi ha preparato, esposto, illustrato le mostre grandi e piccole, chi ha cucinato e distribuito cibi e dolci per beneficenza e per raccogliere fondi per altre iniziative, chi ha divertito e fatto giocare i bambini, chi ha cantato e ballato e recitato, chi ha accompagnato nelle visite guidate volpianesi e “forestieri”, chi li ha accolti agli infopoints, chi ha partecipato al gemellaggio e presentato video (come i ragazzi delle medie) … insomma a tutti quelli che ho ricordato e anche a quelli che ho dimenticato!

il concorso, e la mostra, di foto hanno avuto un grande successo la ricordo perchè noi bloggers “c’eravamo”! Marina ha vinto un premio meritatissimo ma anche Piero e io abbiamo partecipato e ricevuto la nostra dose di complimenti (dagli amici generosi ovviamente!) ( se c’erano anche altri mi scuso per non citarli ma erano così tanti e le foto tutte belle)

mi hanno promesso che scannerizzeranno le foto premiate, le metteranno su vari siti ma vi prometto di farvele vedere anche qui

ad ogni modo una bella giornata e un sospiro di sollievo per noi che abbiamo passato tanto tempo a prepararla (l’acquazzoe è arrivato solo alla fine!)

ladri di biciclette

venerdì 4 giugno 2010
Avevo, dico avevo, perché ora non ce l’ho più, una bicicletta di 30 anni fa, una di quelle con le ruote piccole, pieghevole… una “Graziella”. Un po’ male in arnese ma ancora funzionante: era il mio mezzo di locomozione preferito. Dopo un lungo inverno poter uscire in bicicletta è come gridare che siamo finalmente in primavera.
Infatti molte signore, casalinghe e non, di tutte le età ne posseggono una un po’ datata e non la usano quasi mai per andare a spasso ma per fare le commissioni, cioè vanno dal panettiere, poi una corsa dal macellaio, in merceria, a trovare un anziano alla casa di riposo, in banca e così via. Salgono e scendono dalla bicicletta ed hanno sempre il problema di assicurarla con un catenaccio a qualche palo che molto spesso non c’è nei dintorni e a volte sono costrette ad entrare in un negozio con la speranza di non trovare qualche brutta sorpresa all’uscita.
Quando ho scoperto che la mia diletta bici non c’era più mi sono sentita amareggiata e come tradita. Parlando con alcune persone di questo fatto ho scoperto che nello stesso periodo molte altre biciclette avevano cambiato “residenza”. Pare che ci sia stata una specie di razzia di vecchie biciclette, raccattate qua e la, sotto casa, nei cortili delle scuole dove si va a fare ginnastica oppure fuori dalla chiesa o all’esterno di qualche ufficio pubblico.
Per senso civico ho fatto denuncia alle autorità preposte senza tuttavia alcuna speranza che questo gesto potesse farmela ritrovare e mi sono rassegnata come ci si rassegna nell’accettare la pioggia improvvisa che ti bagna la biancheria quasi asciutta che avevi steso al sole. So bene che chi si occupa di vigilanza ha cose molto più importanti da tenere sotto controllo.
Va beh… non è una tragedia. Ricomprerò un’altra bici e un catenaccio due volte più robusto. Però può darsi che la segnalazione di questo disagio possa interessare a qualcuno il quale potrebbe confortarci con qualche rassicurazione?

Avevo, dico avevo, perché ora non ce l’ho più, una bicicletta di 30 anni fa, una di quelle con le ruote piccole, pieghevole… una “Graziella”. Un po’ male in arnese ma ancora funzionante: era il mio mezzo di locomozione preferito. Dopo un lungo inverno poter uscire in bicicletta è come gridare che siamo finalmente in primavera.

Infatti molte signore, casalinghe e non, di tutte le età ne posseggono una un po’ datata e non la usano quasi mai per andare a spasso ma per fare le commissioni, cioè vanno dal panettiere, poi una corsa dal macellaio, in merceria, a trovare un anziano alla casa di riposo, in banca e così via. Salgono e scendono dalla bicicletta ed hanno sempre il problema di assicurarla con un catenaccio a qualche palo che molto spesso non c’è nei dintorni e a volte sono costrette ad entrare in un negozio con la speranza di non trovare qualche brutta sorpresa all’uscita.

Quando ho scoperto che la mia diletta bici non c’era più mi sono sentita amareggiata e come tradita. Parlando con alcune persone di questo fatto ho scoperto che nello stesso periodo molte altre biciclette avevano cambiato “residenza”. Pare che ci sia stata una specie di razzia di vecchie biciclette, raccattate qua e la, sotto casa, nei cortili delle scuole dove si va a fare ginnastica oppure fuori dalla chiesa o all’esterno di qualche ufficio pubblico.

Per senso civico ho fatto denuncia alle autorità preposte senza tuttavia alcuna speranza che questo gesto potesse farmela ritrovare e mi sono rassegnata come ci si rassegna nell’accettare la pioggia improvvisa che ti bagna la biancheria quasi asciutta che avevi steso al sole. So bene che chi si occupa di vigilanza ha cose molto più importanti da tenere sotto controllo.

Va beh… non è una tragedia. Ricomprerò un’altra bici e un catenaccio due volte più robusto.
Però può darsi che la segnalazione di questo disagio possa interessare a qualcuno il quale potrebbe confortarci con qualche rassicurazione?

I laghetti

giovedì 3 giugno 2010

A Volpiano appena si esce dal paese, non importa in quale direzione, è facile imbattersi in una serie di piccoli laghi che si sono formati grazie all’attività estrattiva di cave, effettuata nel passato.

Se poi si decide, in bicicletta naturalmente, di imboccare via Trieste per dirigersi verso la cascina Casne ecco che, strada facendo, si scorgono i primi specchi d’acqua senza pretese.

Occorre proseguire per vedere quelli più grandi con le sembianze del lago classico. Non tutti hanno un nome ma i più fortunati ne hanno di suggestivi: Azzurro, Martin Pescatore…Chi fruisce da sempre di questi luoghi sono, ovviamente, i pescatori che trascorrono l’intera giornata alle prese con le loro lenze, in paziente attesa che qualche pesce si faccia vivo. La pesca, secondo me, non è solo una passione che si combina con un rituale che si ripete lungo l’arco della giornata; ma racchiude nelle sue varie sfumature una vera e propria “filosofia di vita.”

Per i non sportivi il lago offre da sempre un clima di relax, la possibilità di passeggiare lungo le sue sponde e di godere dello spettacolo della natura.

Oltre un certo limite i laghi finiscono ma se si prosegue lungo il perimetro delimitato dal Deposito Agip entrando così nella zona industriale, ecco che il cerchio si chiude su quello che potremo definire il nostro piccolo Canada. (Per non parlare degli altri laghetti disseminati sul nostro territorio)!

 

ogni promessa è debito

giovedì 3 giugno 2010

mentre stampo i menù per il pranzo di Porte aperte (a proposito, vi siete prenotati?) mantengo una promessa.

Vi avevo promesso di pubblicare alcune notizie relative a foto apparse durante il gioco Scoprire Volpiano, eccomi alla prima.

piazza 25 aprile

Severina aveva individuato questa foto e aveva scritto:

La terza foto è la casa che si trova in Piazza XXV Aprile angolo via Umberto I . Forse è rimasta incompiuta per un intervento rimandato di costruzione di portici ?

è proprio così.

Tutti sappiamo, per averlo visto o, come me, per sentito dire, che una volta al posto della Piazza c’era l’asilo, eccovi una foto del suo cortile:

asilo_1919

quando l’Asilo fu abbattuto per alcuni anni rimasero i portici addossati alla parete ovest della Piazza (allora Via Umberto I) e ci sono cartoline che ce lo documentano, queste me le aveva prestate Gino Gronchi, che ringrazio, e ve le faccio vedere

g pzza 25 apr (allora v umberto) portici g

g pzza 25 apr (allora v umberto)

agli inizi degli anni ’70 furono abbattuti anche questi portici, nel ’73 quando sono arrivata già non c’erano, ma l’impegno dei costruttori del nuovo palazzo erano di ricostruirne di nuovi, come vedete si è arrivati fino ai ferri e poi…dopo trent’anni ci sono rimasti i ferri!