le mie foto per il concorso
giovedì 2 settembre 2010se non c’è più nessuno…
anche io ho partecipato, eccovi le mie foto



se non c’è più nessuno…
anche io ho partecipato, eccovi le mie foto



eccovi le foto di Emilia (le cui poesie sono apparse già diverse volte)



belle anche queste,vero?
ciao sono appena tornata e prima di ripartire qualche giorno mantengo la promessa: eccovi alcune foto di bloggers che hanno partecipato al concorso fotografico questa primavera
eccovi le foto di Piero, anche a me piace molto il bianco e nero



e eccovi quelle di Marina


domani le foto di Emilia e le mie
Margherita aiutami, ci sono altri bloggers che hanno partecipato?
se si scrivetemi e io pubblicherò le foto

Appena fuori paese, arrivo in zona Cravero, supero i vari laghetti e mi immergo nel verde della campagna volpianese.
Nei campi di grano ora rimangono grossi rotoli di paglia quà e là in mezzo a tante margherite.
Ci sono prati verdeggianti e campi di granoturco dove le pannocchie si stanno gonfiando di preziosi grani.
Il territorio non comprende solo campi coltivati ma una miriade di alberi con chiome rigogliose dalle varie sfumature, che disegnano un quadro di notevole bellezza.

Immergendoci in questi luoghi, anche nei giorni di maggior calura, possiamo godere all’ombra d’un albero un’arietta fresca e salutare che ci fà star bene.
Pedalando pedalando per queste stradine di terra battuta, dove spesso l’erba cresce lungo il centrostrada, incontro un semplice ponticello.
Qui un ruscello scorre in mezzo al verde ed eleganti bellissime libellule volteggiano sfiorando l’acqua. Farfalle ed uccellini si dissetano.
Lungo le rive si incontrano spinosi cespugli di rovi ed in questa stagione con un pò di cautela si possono raccogliere succose more.
Ho parlato del bello che ci circonda ma….. anche qui c’è una nota dolente.
Lascio a voi commentare le immagini.
Piera
ciao
ieri è stata “scoperta” un’antica mappa di volpiano dipinta sui muri (da terra ai coppi) della casa recentemente ristrutturata in via Botta.
una cosa veramente originale e sicuramente da vedere! (speriamo che resti integra a lungo!)
per ora in attesa di saperne di più e di informarvi meglio vi giro due foto fatte da Gianluca Sinico che gentilmente me le ha girate


eccovi qualche notizia anche su questa foto:

Severina aveva scritto
La seconda foto si trova in via Emanuele Filiberto a monito che il passato non si cancella.
e anche:
Nella casa, in cui appare la scritta della seconda foto , aveva la bottega di ciabattino un artigiano conosciuto con il soprannome “Giaculin-Usela “.
Ma la sua specialità erano le selle per le bici da corsa .
Si era pure costruito una bicicletta adatta alla sua piccola statura .
Fonte “Olindo e Adele”.
La scritta, se guardate bene, è “Camera del lavoro” e vicino ce n’era un’altra che diceva “Circolo socialista”, qui prima del fascismo i giovani socialisti si ritrovavano non solo a discutere ma anche a ballare (così ci hanno raccontato abitanti della via)
Per i nuovi bloggers che non hanno partecipato al gioco:riguardatevi le foto, da gennaio a marzo, e se avete qualche notizia, scrivetecele!
Continuo con le “notizie” sulle foto pubblicate, mesi fa, durante il gioco alla scoperta di Volpiano
questa volta parliamo di cose serie e di scritte (e anche la prossima)
ecco la foto in questione

La scritta si trova di fianco al negozio Arcobaleno, in “Furnet” ovverossia Via Emanuele Filiberto, quasi sull’angolo con viia Garibaldi, ben visibile per chi percorre questa via in direzione della Piazza.
Era il 1978, il 9 maggio una telefonata anonima aveva fatto ritrovare il cadavere di Aldo Moro.
Il 14 maggio si votava per i Consigli Comunali in numerosi comuni tra i quali Volpiano e c’era la paura di provocazioni.
Erano anni duri, chi si occupava di politica, anche solo amministrativa era sempre in allerta.
Nel 1976 Volpiano era stata “interessata” dal processo alle Brigate Rosse di Torino: pochi se lo ricorderanno ma i brigatisti rifiutarono gi avvocati difensori per impedire che il processo si svolgesse e quando furono loro assegnati avvocati d’ufficio li minacciarono di morte, come minacciarono i giurati. Fu difficile trovare i giurati, molti si “ammalarono” di paura.
Un consigliere comunale di Volpiano, l’avvocato Gilardoni, accettò di essere difensore d’ufficio e devo dire che , purtroppo, mentre lui accettava un grosso rischio per permettere alla giustizia di funzionare, qualche avversario cercò di farlo passare per “amico delle brigate Rosse”.
La notte prima delle votazioni c’era molta preoccupazione e qualcuno rimase a “sorvegliare” fin dopo le 3 di notte. Ma inutilmente: quando il mattino ci recammo ai seggi, allora gli scrutatori dovevano essere presenti alle 6, era comparsa la scritta in bella vista (allora Via Garibaldi era doppio senso), purtroppo anche a Volpiano c’erano amici delle BR (o provocatori?)
A Volpiano appena si esce dal paese, non importa in quale direzione, è facile imbattersi in una serie di piccoli laghi che si sono formati grazie all’attività estrattiva di cave, effettuata nel passato.
Se poi si decide, in bicicletta naturalmente, di imboccare via Trieste per dirigersi verso la cascina Casne ecco che, strada facendo, si scorgono i primi specchi d’acqua senza pretese.
Occorre proseguire per vedere quelli più grandi con le sembianze del lago classico. Non tutti hanno un nome ma i più fortunati ne hanno di suggestivi: Azzurro, Martin Pescatore…Chi fruisce da sempre di questi luoghi sono, ovviamente, i pescatori che trascorrono l’intera giornata alle prese con le loro lenze, in paziente attesa che qualche pesce si faccia vivo. La pesca, secondo me, non è solo una passione che si combina con un rituale che si ripete lungo l’arco della giornata; ma racchiude nelle sue varie sfumature una vera e propria “filosofia di vita.”
Per i non sportivi il lago offre da sempre un clima di relax, la possibilità di passeggiare lungo le sue sponde e di godere dello spettacolo della natura.
Oltre un certo limite i laghi finiscono ma se si prosegue lungo il perimetro delimitato dal Deposito Agip entrando così nella zona industriale, ecco che il cerchio si chiude su quello che potremo definire il nostro piccolo Canada. (Per non parlare degli altri laghetti disseminati sul nostro territorio)!
mentre stampo i menù per il pranzo di Porte aperte (a proposito, vi siete prenotati?) mantengo una promessa.
Vi avevo promesso di pubblicare alcune notizie relative a foto apparse durante il gioco Scoprire Volpiano, eccomi alla prima.

Severina aveva individuato questa foto e aveva scritto:
La terza foto è la casa che si trova in Piazza XXV Aprile angolo via Umberto I . Forse è rimasta incompiuta per un intervento rimandato di costruzione di portici ?
è proprio così.
Tutti sappiamo, per averlo visto o, come me, per sentito dire, che una volta al posto della Piazza c’era l’asilo, eccovi una foto del suo cortile:

quando l’Asilo fu abbattuto per alcuni anni rimasero i portici addossati alla parete ovest della Piazza (allora Via Umberto I) e ci sono cartoline che ce lo documentano, queste me le aveva prestate Gino Gronchi, che ringrazio, e ve le faccio vedere


agli inizi degli anni ‘70 furono abbattuti anche questi portici, nel ‘73 quando sono arrivata già non c’erano, ma l’impegno dei costruttori del nuovo palazzo erano di ricostruirne di nuovi, come vedete si è arrivati fino ai ferri e poi…dopo trent’anni ci sono rimasti i ferri!
Ciao, mi chiamo Antonetta vengo dalla Puglia sono arrivata a Torino nel 1959 all’età di 12 anni, sono cresciuta a Torino, mi sono sposata nel 1969 e sono arrivata a Volpiano nel 1975 dove con mio marito ci siamo costruiti la nostra casa. Faccio parte di un’associazione, il Gruppo Donne di Volpiano, con loro organizziamo molte manifestazioni e mercatini per raccogliere fondi per il sociale.
Volpiano, quando sono arrivata, era un paese con tanti campi e molto verde, i miei bambini avevano molti spazi per giocare, la strada era ancora da asfaltare mentre ora invece è molto cambiata, sono state costruite molte case e il paese si è molto ingrandito.
Prima passavano molti animali per la strada, vicino casa mia c’erano dei bei pavoni che salivano sul tetto della cascina e aprivano la loro bella coda. Ora è diventata una cittadina e molto verde è scomparso dando spazio a nuove abitazioni.
Nella zona di San Michele, dove io abito, prima non c’era la bella fontana, la sera è illuminata e fa piacere quando passiamo. Anche la piazza del comune è cambiata, prima c’era un parcheggio, ora c’è una fontana con panchine dove molte persone possono stare li seduti a chiacchierare. Purtroppo a volte ci sono delle persone maleducate che rovinano il verde che c’è intorno, a me piacerebbe che rimanesse tutto bello curato e intatto.